[trampolando...]
>tutto si muove<
 



giovedì, 10 giugno 2004

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Poeta ribelle?
A circa quattro anni incomincio a provare disprezzo per i miei simili: mi arrampico su qualunque cosa me ne possa allontanare. A sei anni annuncio: " Da grande voglio diventare regista teatrale!" e imparo da solo a fare i giochi di prestigio.
Studio per dieci anni disegno, pittura, scultura, scherma, stampa, falegnameria, teatro ed equitazione, sempre con grandi maestri; faccio miei la concentrazione, la tenacia, il rispetto per i ferri del mestiere e la passione. La reazione dei miei genitori alla mia ostinata individualità è di affrancarmi legalmente da loro a diciassette anni. Divento giocoliere e funambolo autodidatta.
A diciott'anni sono già stato espulso da cinque scuole per aver borseggiato i miei insegnanti e manipolato carte da gioco sotto il banco. Mi rifiuto di dare esami per dimostrare che so leggere, scrivere e fare di conto, così metto a repentaglio le mie opportunità di fare lo spazzino o lavorare in banca. Me ne vado di casa e divento un artista di strada, un giocoliere abusivo; vengo spesso arrestato... dovunque.
Nessuno desidera assumermi, perché ostento un'assurda arroganza; per un certo tempo faccio di tutto per non cambiare. Diventa fondamentale scrivere, giocare a scacchi, imparare il russo, la corrida, scoprire l'architettura e l'ingegneria, inventarmi nascondigli, costruire case sugli alberi, esercitarmi a scassinare serrature; mi abbandono alla mia sete di conoscenza, affino il mio perfezionismo.

Philippe Petit







spedito da trampolando, 08:54 | link | commenti (4)