[trampolando...]
>tutto si muove<
 



martedì, 19 dicembre 2006



Sham battle on stilts, between two trained parties, at Namur.' ~1870

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domenica, 20 novembre 2005

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mercoledì, 02 novembre 2005

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martedì, 20 luglio 2004

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domenica, 18 luglio 2004

Stilt Walkers Dancing at the Beach (New Zeland)

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venerdì, 16 luglio 2004

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Vienna Rathaus, March 2003
 
 
 

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lunedì, 12 luglio 2004

 

 

 

 

 

 

 

 

 

BIDUL THEATRE - PISTIL'JOE

Spectacle Poétique, Musical et Visuel
pour un échassier et un musicien
avec une partie déambulatoire et un final en fixe

Une Invitation au voyage, chantée et parlée
sur des mots de Baudelaire et Rimbaud






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domenica, 11 luglio 2004

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martedì, 06 luglio 2004

"Esiste un mimo nascosto in tutte le arti; ogni vero artista è un mimo. Se Picasso ha potuto dipingere un toro così come ha fatto, è perché ne aveva visti talmente tanti che poteva essenzializzarlo dentro di sé, e di qui poteva nascere il suo gesto: mimava. Pittori e scultori mimano molto bene, sono partecipi dello stesso fenomeno. Ecco perché sono potuto passare dall’insegnamento del teatro a quello dell’architettura, inventando gli “architetti-mimanti”: mimano dapprima gli spazi esistenti, per conoscerli, poi quelli da costruire, perché la loro realizzazione sia organica”


Jacques Lecoq



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martedì, 22 giugno 2004

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"... si parla della tensione fra attrazione verso l'alto, spinta al volo, e gravità verso il basso, rischio della caduta. Il trampoliere è pienamente cosciente di questa dinamica irrisolvibile, è colui che cerca nella gravità il segreto della leggerezza, nel reale uno spazio per il desiderio: le figure che si potrebbero affiancare al trampoliere sono gli acrobati o i ballerini, parenti lontani potrebbero essere le marionette: esseri che cercano una gravità dell'immaginario che si ponga in contrasto con la gravità del reale. Se osserviamo i movimenti di un trampoliere noteremo che sono tutti rivolti verso l'alto e che tutti, dopo un culmine che pare essere un battito d'ali, ricadono verso il basso. Questo movimento, che pare una continua frustrazione, è in realtà ciò che il trampoliere ha di più ricco: è leggerezza unicamente dove esiste gravità da contrastare..."

(Trampoli  Edizioni Titivillus / Stazioni del Teatro)

 

 

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Clifford Calverly pushing a wheelbarrow across the Niagara River Gorge on a rope in 1892

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venerdì, 11 giugno 2004

Chi è fiero della propria paura osa tendere cavi sui precipizi; si lancia all'assalto dei  campanili; allontana e unisce le montagne. Ecco il viaggio da fare: alzati quando il filo si mischia alla carta del cielo.

(Philippe Petit: Trattato di funambolismo)


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Se si pulissero le porte della percezione, ogni cosa apparirebbe all'uomo come essa veramente è, infinita. Invece l'uomo si è da se stesso rinchiuso, fino a non vedere più le cose, se non attraverso le strette feritoie della sua caverna.


(William Blake)

 

 


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le Toucan

Compagnie d'échassiers, musiciens et comédiens

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giovedì, 10 giugno 2004

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Poeta ribelle?
A circa quattro anni incomincio a provare disprezzo per i miei simili: mi arrampico su qualunque cosa me ne possa allontanare. A sei anni annuncio: " Da grande voglio diventare regista teatrale!" e imparo da solo a fare i giochi di prestigio.
Studio per dieci anni disegno, pittura, scultura, scherma, stampa, falegnameria, teatro ed equitazione, sempre con grandi maestri; faccio miei la concentrazione, la tenacia, il rispetto per i ferri del mestiere e la passione. La reazione dei miei genitori alla mia ostinata individualità è di affrancarmi legalmente da loro a diciassette anni. Divento giocoliere e funambolo autodidatta.
A diciott'anni sono già stato espulso da cinque scuole per aver borseggiato i miei insegnanti e manipolato carte da gioco sotto il banco. Mi rifiuto di dare esami per dimostrare che so leggere, scrivere e fare di conto, così metto a repentaglio le mie opportunità di fare lo spazzino o lavorare in banca. Me ne vado di casa e divento un artista di strada, un giocoliere abusivo; vengo spesso arrestato... dovunque.
Nessuno desidera assumermi, perché ostento un'assurda arroganza; per un certo tempo faccio di tutto per non cambiare. Diventa fondamentale scrivere, giocare a scacchi, imparare il russo, la corrida, scoprire l'architettura e l'ingegneria, inventarmi nascondigli, costruire case sugli alberi, esercitarmi a scassinare serrature; mi abbandono alla mia sete di conoscenza, affino il mio perfezionismo.

Philippe Petit







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